Scarica

Studiare all’estero: come dividere le spese con coinquilini appena conosciuti

Vivere con sconosciuti di Paesi diversi durante uno scambio all’estero può complicarsi in fretta. Ecco come fissare le regole sui soldi prima dei problemi.

Illustrazione dell’articolo: Studiare all’estero, come dividere le spese con coinquilini appena conosciuti

Entri nell’appartamento che condividerai per i prossimi sei mesi e conosci di persona le tre persone con cui vivrai. Una viene dalla Colombia, un’altra dalla Corea del Sud, un’altra ancora da un paesino del Portogallo. Nessuno ha la stessa lingua madre, nessuno sa ancora se gli altri lavano i piatti subito o li lasciano accumulare, figuriamoci se pagheranno puntualmente la loro parte della bolletta del gas. Il secondo giorno qualcuno ha già comprato la carta igienica per tutto l’appartamento. Entro la prima settimana c’è già stata una serata fuori per esplorare la città, e nessuno ricorda bene chi abbia pagato che cosa.

È la realtà di quasi tutti quelli che studiano all’estero e condividono un alloggio. Ed è anche il punto in cui la maggior parte delle persone perde soldi, tempo e pazienza, perché cerca di risolvere con un “poi vediamo” un problema che col tempo non fa che peggiorare.

Perché dividere le spese all’estero è più complicato di quanto sembri

Vivere con gli amici d’infanzia è una cosa. Vivere con persone conosciute una settimana fa, che vengono da Paesi diversi, parlano lingue diverse e ripartiranno in date diverse, è tutta un’altra storia. Alcuni fattori rendono questo tipo di divisione delle spese più delicato.

Non c’è una storia di fiducia alle spalle. Con i vecchi amici, una differenza di dieci euro non diventa un litigio, perché il rapporto conta più dei soldi. Con degli sconosciuti, qualsiasi disallineamento economico diventa rapidamente la prima, e a volte l’unica, fonte di attrito.

Le valute si mescolano. Un coinquilino guadagna in euro, un altro in dollari, un altro ancora converte ogni settimana la valuta del proprio Paese. Senza un unico punto di riferimento, nessuno sa se sta pagando troppo o troppo poco.

Il tempo è breve e diverso per ciascuno. A differenza di una casa condivisa a lungo termine, un programma di studio all’estero ha una data di scadenza per ogni persona. Se i saldi non vengono chiusi prima che qualcuno riprenda l’aereo per casa, sistemarli dopo è quasi impossibile.

Le norme culturali sul denaro cambiano. Ciò che in un Paese è normale quando si parla di spese, in un altro può sembrare scortese o imbarazzante. Così le questioni economiche vengono mandate giù invece di essere risolte subito.

Messo tutto insieme, è facile capire perché tante persone finiscano lo scambio con un brutto ricordo di un ex coinquilino per venti euro, quando il vero problema non è mai stato l’importo, ma la mancanza di un accordo.

Gli errori più comuni in questa situazione

Prima di arrivare alle soluzioni, vale la pena riconoscere gli errori che quasi ogni gruppo di studenti in scambio commette almeno una volta.

Il primo è dare per scontato che “saranno tutti corretti” senza mai concordare nulla in modo esplicito. Funziona per le prime due settimane, nella fase di luna di miele della convivenza, e crolla appena arriva un conto più alto, come la bolletta della luce in inverno.

Il secondo è lasciare che la persona più organizzata del gruppo diventi l’esattrice informale dei debiti. Quasi sempre c’è qualcuno che prende appunti sul telefono in modo naturale, e tutto il gruppo finisce per dipendere da lui o da lei per sapere chi deve quanto. Questo sovraccarica una sola persona e crea uno squilibrio di potere che prima non c’era.

Il terzo è ignorare la barriera linguistica quando si parla di soldi. Negoziare un importo o spiegare perché una spesa è stata divisa in un certo modo è già difficile nella propria lingua; farlo in una lingua che nessuno padroneggia del tutto moltiplica in fretta i malintesi. Mettere tutto per iscritto, con numeri chiari, impedisce che una barriera linguistica diventi una barriera di fiducia.

Come organizzare la divisione delle spese durante uno scambio all’estero

Fissate le regole di base prima che finisca la prima settimana

L’ideale è parlare di soldi prima ancora che tutti abbiano disfatto le valigie. Sembra troppo presto, ma è proprio il contrario: prima l’argomento finisce sul tavolo, meno imbarazzante sarà dopo. Decidete insieme:

Quali costi si dividono in parti uguali (affitto, bollette fisse, internet, prodotti comuni per la casa).

Quali costi sono individuali (spesa personale, prodotti per l’igiene, uscite).

In quale giorno della settimana o del mese si chiudono i saldi.

Quella conversazione di dieci minuti nel primo fine settimana evita quasi tutti i malintesi che emergono in seguito.

Separate i costi della casa dalle uscite di gruppo

Un errore comune è mettere tutto nello stesso conto. Affitto e bollette fisse sono prevedibili e ricorrenti, e si dividono in parti uguali tra tutti quelli che vivono in casa. Serate fuori, cene e gite sono diverse: cambiano di settimana in settimana e non sempre partecipano tutti. Tenere separate queste due categorie rende molto più facile calcolare chi deve quanto, ed evita che il coinquilino che non beve paghi una parte del conto del bar.

Registrate tutto in tempo reale, nella valuta concordata

Aspettare la fine del mese per “ricordare” quanto ha speso ognuno è la ricetta perfetta per litigare. L’approccio migliore è registrare ogni spesa nel momento in cui avviene, nella valuta di riferimento della casa, di solito quella locale. Così si evita il classico scontro sul tasso di cambio del giorno e tutti hanno una visione precisa del saldo, invece di affidarsi alla memoria o a uno scontrino perso.

È qui che un’app aiuta davvero. TakeControl ti permette di registrare le spese del gruppo nel momento in cui avvengono, organizzarle per categoria (casa, spesa, uscite) e mostra automaticamente chi deve quanto nella valuta concordata, senza combattere con un foglio di calcolo in una lingua che non è la tua.

Saldate ogni settimana, mai alla fine del programma

A differenza di una casa condivisa che dura anni, un programma di studio all’estero ha una scadenza. Questo significa che lasciare un saldo in sospeso “da sistemare più avanti” è rischioso, perché quel “più avanti” potrebbe coincidere con un coinquilino già tornato a casa. Saldare ogni settimana, o al massimo ogni due, garantisce che nessuno resti con una perdita quando qualcuno parte prima.

Parlate del disagio legato ai soldi prima che diventi risentimento

Persone di culture diverse gestiscono il denaro in modo diverso. In alcuni Paesi chiedere a un amico di saldare subito è del tutto normale; in altri sembra aggressivo. Quando il gruppo è internazionale, conviene dirlo in modo esplicito: “qui chiedere un rimborso non è scortese, è solo il nostro modo di restare organizzati”. Quella semplice frase evita moltissime tensioni inutili.

Concordate insieme deposito cauzionale e partenze anticipate

Molti gruppi dimenticano di decidere, fin dall’inizio, che cosa succede al deposito cauzionale quando il contratto scade o quando qualcuno decide di andarsene prima della fine del programma. Stabilite subito chi riceve la cauzione alla fine, come va divisa se un coinquilino lascia la casa prima della scadenza del contratto e chi copre la sua quota di affitto finché non si trova un nuovo inquilino. Mettere tutto nero su bianco prima che diventi un problema reale evita che l’ultima settimana di convivenza, che dovrebbe essere dedicata ai saluti, si trasformi in una trattativa stressante su chi deve quanto.

Conclusione

Dividere le spese durante uno scambio all’estero non deve per forza essere un campo minato. Il segreto è trattare l’argomento con la stessa serietà di qualsiasi altro accordo domestico: parlatene presto, separate i costi fissi da quelli variabili, registrate tutto in tempo reale e saldate prima che qualcuno faccia le valigie per tornare a casa. Con un po’ di organizzazione, è del tutto possibile concludere lo scambio con grandi amicizie internazionali e nessun conto in sospeso.

Schermate di TakeControl per organizzare e dividere le spese
Disponibile per iOS e Android
Scarica TakeControl
Scarica dall’ App Store
Disponibile su Google Play

Domande frequenti

La soluzione più equa è fissare un importo proporzionale alla dimensione della stanza o alla privacy (bagno privato, finestra, armadio) prima di firmare il contratto, non dopo che tutti si sono già trasferiti. Concordate il criterio e mettetelo per iscritto, anche solo con un messaggio nella chat di gruppo.

Sì, soprattutto perché hai a che fare con valute diverse, lingue diverse e persone che conoscerai solo per pochi mesi. Un’app come TakeControl centralizza le spese, conserva ogni importo nella valuta in cui è stato pagato (la conversione automatica è una funzione PRO) e chiarisce chi deve quanto senza dipendere da un foglio di calcolo o dalla memoria.

Chiudete i saldi con regolarità, idealmente ogni settimana, e non lasciate mai accumulare i debiti fino alla fine del programma. Se qualcuno parte prima, saldate con un bonifico internazionale o chiedetegli di pagare la sua parte almeno una settimana prima del trasloco.

Separate fin dal primo giorno i costi fissi della casa (affitto, bollette, internet, spesa di base) dalle spese sociali (bar, gite, cene fuori). Dividete in parti uguali solo ciò che tutti usano davvero; il resto resta a carico di chi ha partecipato.

Scegliete un’unica valuta di riferimento per tutte le registrazioni, di solito quella del Paese in cui vivete, e chiarite che anche i saldi finali saranno in quella valuta. Così si evitano discussioni sul tasso di cambio del giorno ed è facile confrontare chi ha speso di più o di meno.

Torna al blog