Conto cointestato o conti separati? Cosa funziona meglio per ogni coppia
Conto cointestato o conti separati? Confrontate vantaggi, svantaggi e i diversi modi di gestire le spese comuni e scoprite la soluzione giusta per voi.
Quando una coppia inizia a condividere affitto, spesa al supermercato, bollette, cene, viaggi e acquisti quotidiani, di solito arriva un momento in cui il continuo scambio di soldi comincia a sembrare un sistema finanziario a sé.
Una persona paga la spesa. L’altra copre la bolletta di internet. Qualcuno prenota i voli per il prossimo viaggio. Poi, a fine mese, torna sempre la stessa domanda:
Non sarebbe più semplice avere un conto cointestato?
Forse.
Per alcune coppie, un conto cointestato può semplificare parecchio la vita. Per altre, mantenere conti separati offre più libertà e funziona benissimo, a patto di avere un modo affidabile per tenere traccia delle spese comuni.
E c’è una terza possibilità, spesso trascurata: tenere separato il denaro, ma gestire insieme le spese condivise.
Quindi, prima di scegliere tra conto cointestato e conti separati, è utile chiarire una distinzione importante:
Condividere le spese non significa per forza condividere tutto il denaro.
Risposta rapida: conto cointestato o conti separati?
Non esiste un’organizzazione finanziaria che sia la migliore per tutte le coppie.
Un conto cointestato tende a funzionare bene quando entrambi i partner vogliono centralizzare una parte o tutte le finanze, pagare le spese comuni da un unico punto e vedere insieme quanto denaro è disponibile per la casa.
I conti separati possono essere più adatti alle coppie che danno valore all’indipendenza finanziaria, vogliono continuare a usare le proprie banche, carte di credito, conti deposito e investimenti, e preferiscono condividere soltanto le spese che riguardano davvero la relazione.
Esiste anche una soluzione ibrida: ognuno mantiene il proprio conto personale e la coppia apre un conto cointestato dedicato esclusivamente alle spese di casa.
L’agenzia canadese per la tutela dei consumatori finanziari (Financial Consumer Agency of Canada), del resto, presenta tutte e tre le soluzioni come modi validi per gestire il denaro in coppia: mettere tutto in comune, usare un conto cointestato solo per le spese domestiche, oppure tenere i conti separati e dividere i costi condivisi.
L’importante è non scegliere un sistema perché sembra più serio, più moderno o più impegnato.
Scegliete quello che vi semplifica la vita finanziaria.
Prima di scegliere il conto, decidete che cosa volete davvero condividere
Molte coppie partono dalla domanda sbagliata:
“Apriamo un conto cointestato?”
Ci sono domande più importanti a cui rispondere prima:
Entrambi gli stipendi saranno considerati denaro comune?
Quali spese appartengono davvero a tutti e due?
Quanto deve contribuire ciascuno?
Vogliamo che gli acquisti personali siano visibili all’altro?
Quali obiettivi finanziari sono individuali e quali sono comuni?
Due persone possono dividere quasi ogni spesa di casa e mantenere completamente separato il resto della propria vita finanziaria.
E una coppia può avere un conto cointestato e conservare comunque i conti personali per le spese individuali.
Il conto in banca è solo uno strumento.
Prima viene l’accordo finanziario.
Come funziona un conto cointestato?
Un conto cointestato è un conto intestato a più persone o gestito da più persone.
A seconda della banca e del Paese, di solito tutti i cointestatari possono versare denaro, prelevare, effettuare pagamenti, usare carte di debito, fare bonifici e gestire le bollette partendo dallo stesso saldo.
Negli Stati Uniti, per esempio, il Consumer Financial Protection Bureau spiega che le persone indicate su un conto cointestato possono in genere effettuare operazioni, prelevare o trasferire denaro e, in molti casi, chiudere il conto.
Nel Regno Unito, allo stesso modo, i conti correnti cointestati permettono a entrambi i titolari di gestire il denaro, effettuare pagamenti, pagare le bollette e usare il conto per le spese di tutti i giorni.
In Italia la distinzione più comune è tra conto a firma disgiunta, su cui ciascun cointestatario può operare da solo, e conto a firma congiunta, per il quale molte operazioni richiedono la firma di entrambi.
I diritti legali precisi, la tutela dei depositi, le regole sullo scoperto e le procedure di chiusura dipendono da dove vivete e dall’istituto che scegliete, quindi conviene leggere le condizioni della banca prima di aprire il conto.
Per una coppia, però, l’idea di base nella vita quotidiana è semplice.
Entrambi versano denaro sul conto e usano quel saldo per affitto o rata del mutuo, spesa alimentare, bollette, abbonamenti e altre spese comuni.
Il contributo non deve per forza essere uguale.
Per esempio:
Giulia guadagna 2.700 € al mese e Marco 1.800 €.
Stimano che le spese comuni della casa siano 1.500 € al mese.
Se decidono di contribuire in base al reddito, Giulia potrebbe versare 900 € e Marco 600 €.
Le spese di casa verrebbero poi pagate da quel saldo comune.
I vantaggi del conto cointestato
Il vantaggio principale è la centralizzazione.
Se la maggior parte delle spese comuni esce dallo stesso conto, entrambi i partner vedono facilmente quanto denaro è disponibile per la casa e quanto è già stato speso.
Può anche eliminare molti piccoli rimborsi.
Invece di avere una persona che fa una spesa da 120 € e poi chiede all’altra di mandarle 60 €, la spesa viene pagata direttamente con denaro che fa già parte del budget di casa.
I conti cointestati possono essere particolarmente comodi quando la coppia ha molte spese ricorrenti:
affitto o mutuo, bollette, assicurazioni, asilo nido o babysitter, spesa alimentare, abbonamenti e altri costi domestici possono essere pagati tutti dallo stesso punto.
Per le coppie che considerano già gran parte delle proprie entrate come “i nostri soldi”, mettere in comune le finanze può risultare del tutto naturale.
Alcune ricerche suggeriscono perfino che condividere le finanze possa avere benefici che vanno oltre la comodità.
Uno studio di due anni pubblicato sul Journal of Consumer Research ha assegnato in modo casuale coppie fidanzate e appena sposate a tre gruppi: unire le finanze, mantenere conti separati oppure gestire i conti come preferivano. Le coppie a cui era stato chiesto di unire il denaro hanno mantenuto una qualità della relazione più alta rispetto agli altri gruppi nel periodo dello studio. I ricercatori hanno collegato parte dell’effetto a una maggiore armonia finanziaria e a una maggiore sintonia sul denaro.
Questo non significa che aprire un conto cointestato migliori automaticamente una relazione, e lo studio non va considerato una regola valida per ogni coppia.
È però una prova utile contro l’idea che unire le finanze sia di per sé un’abitudine superata o poco sana.
Per alcune coppie, ragionare in termini di “i nostri soldi” funziona davvero.
Quali sono gli svantaggi del conto cointestato?
Centralizzare significa anche rinunciare a un po’ di indipendenza.
Quando entrambi usano lo stesso conto, gli acquisti personali possono diventare visibili all’altro.
Un pranzo con gli amici, un acquisto per un hobby, un paio di scarpe nuove o perfino un regalo che doveva essere una sorpresa possono comparire nello stesso elenco movimenti.
Per una coppia potrebbe non avere alcuna importanza.
Per un’altra, può sembrare un’intrusione inutile.
C’è poi una questione ancora più importante:
Il denaro comune ha bisogno di regole comuni.
Quanto può spendere ciascuno senza parlarne prima?
Una persona può fare un acquisto importante dal conto cointestato da sola?
Che cosa succede se non ci sono abbastanza soldi per le bollette del mese?
Chi si occupa di controllare il saldo?
Il conto può andare in scoperto?
Un conto cointestato semplifica i pagamenti, ma non elimina la necessità di accordi finanziari.
Ci sono anche rischi pratici.
Negli Stati Uniti, le persone indicate su un conto cointestato hanno in genere ampio accesso ai fondi e, a seconda delle circostanze e della legge applicabile, i creditori possono talvolta cercare di recuperare denaro depositato su un conto cointestato quando uno dei titolari ha un debito.
Nel Regno Unito, aprire un conto cointestato può creare un collegamento finanziario tra i due titolari ai fini della valutazione del credito. Se il conto prevede uno scoperto, inoltre, ciascuno dei due può essere ritenuto responsabile del rimborso.
Per questo, in generale, un conto cointestato andrebbe aperto con una persona di cui vi fidate e dopo che entrambi avete capito bene come funziona.
E la tutela dei depositi?
Anche qui le regole cambiano da Paese a Paese.
Negli Stati Uniti, i depositi cointestati ammissibili presso una banca assicurata dalla FDIC rientrano in una categoria di titolarità separata. La quota complessiva di ciascun cointestatario nei conti cointestati presso la stessa banca assicurata può in genere essere garantita fino a 250.000 dollari, purché il conto rispetti i requisiti della FDIC.
Il Regno Unito usa un sistema diverso, con limiti diversi, tramite il Financial Services Compensation Scheme.
Gli altri Paesi hanno i propri sistemi di garanzia dei depositi. In Italia, per esempio, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi garantisce fino a 100.000 € per depositante presso ciascuna banca, e nei conti cointestati la quota di ogni cointestatario viene considerata separatamente.
Per la maggior parte delle coppie che gestiscono le normali spese mensili di casa, questi limiti non influiranno sulla scelta tra conto cointestato e conti separati. Le coppie che tengono insieme risparmi consistenti, però, dovrebbero conoscere la tutela prevista nel proprio Paese.
Come funzionano i conti separati per una coppia?
Con questo approccio, ognuno continua a usare il proprio conto.
Entrate, carte di credito, risparmi, investimenti, abbonamenti personali e acquisti individuali restano separati.
La coppia condivide soltanto le spese che ha deciso di considerare comuni.
Immaginate che in un mese:
Anna paghi 380 € di spesa alimentare.
Luca paghi 30 € di internet.
Anna paghi 90 € per una cena fuori.
Luca paghi 85 € di luce.
Non serve un conto cointestato perché queste spese siano condivise.
Basta tenere traccia di chi ha pagato cosa e calcolare il saldo finale.
Se dividono tutto 50/50, non c’è motivo di mandarsi soldi dopo ogni acquisto.
Possono sommare le spese comuni e saldare i conti una sola volta a fine mese.
È il modello usato da app per dividere le spese come TakeControl: ognuno continua a pagare con il proprio conto o la propria carta, registra la spesa condivisa e l’app calcola automaticamente chi deve quanto a chi.
Il vantaggio principale dei conti separati: condividere solo ciò che è davvero comune
Forse è il punto più importante di questo articolo.
Una relazione crea spese comuni.
Non trasforma automaticamente ogni spesa in una spesa comune.
Potete pagare l’abbonamento in palestra con i vostri soldi.
Il vostro partner può comprare una console con i suoi.
Una persona può investire con una piattaforma e l’altra preferirne una diversa.
Ognuno può continuare a usare la carta di credito più conveniente per i propri premi, cashback, miglia aeree o altri vantaggi.
Nessuna di queste spese deve entrare nel budget comune della coppia.
Affitto, spesa, la cena insieme, i mobili, le bollette di casa e la prossima vacanza, invece, potrebbero farne parte.
Si crea così un confine semplice:
i miei soldi, i tuoi soldi e le nostre spese.
Per le coppie che danno valore all’indipendenza finanziaria, questa distinzione può funzionare benissimo.
Ma anche i conti separati hanno un problema
Le finanze separate diventano complicate quando nessuno tiene traccia delle spese che sono davvero comuni.
Una persona fa la spesa.
L’altra paga la bolletta.
Qualcuno ordina qualcosa per la casa.
Due settimane dopo, nessuno dei due ricorda esattamente chi ha pagato cosa.
A quel punto, l’indipendenza può trasformarsi rapidamente in confusione.
Il problema non è avere conti separati.
Il problema è cercare di gestire le spese comuni affidandosi alla memoria, a screenshot, scontrini, messaggi e stime approssimative.
Questa organizzazione ha bisogno di un sistema.
Può essere un foglio di calcolo, un’app per dividere le spese o qualsiasi altro metodo che dia a entrambi accesso alle stesse informazioni.
Senza un sistema, prima o poi è facile che qualcuno pensi:
“Sono abbastanza sicuro di aver pagato più di te ultimamente.”
Il problema è proprio quel “abbastanza sicuro”.
Una terza opzione: conto cointestato + conti personali
Non dovete per forza scegliere tra due estremi.
Nella soluzione ibrida, ognuno mantiene il proprio conto e la coppia ne apre un terzo dedicato esclusivamente alle spese comuni.
Per esempio:
Conto personale di Giulia: stipendio, investimenti, abbonamenti personali, hobby e spese individuali.
Conto personale di Marco: stipendio, investimenti, abbonamenti personali, hobby e spese individuali.
Conto cointestato: affitto, spesa alimentare, bollette, internet e altre spese di casa.
Ogni mese entrambi trasferiscono sul conto comune l’importo concordato.
Questo approccio preserva una parte dell’indipendenza individuale e rende più semplice centralizzare le spese di casa.
È una soluzione abbastanza diffusa da essere citata esplicitamente nelle guide di educazione finanziaria di Canada, Regno Unito e Australia, che parlano di mantenere i conti personali usando denaro comune per le spese condivise.
Lo svantaggio è semplice:
avete un conto in più da gestire.
Per alcune coppie, questo crea chiarezza.
Per altre, aggiunge un livello di amministrazione finanziaria di cui non avevano mai avuto bisogno.
Esiste anche una quarta opzione: conti separati + registrazione condivisa delle spese
Si possono ottenere molti dei vantaggi del modello ibrido senza aprire un altro conto.
Ognuno continua a pagare con il metodo di pagamento che preferisce, mentre tutto ciò che riguarda la coppia viene registrato in un unico spazio condiviso.
Sembra una piccola differenza.
In pratica, cambia l’intero sistema.
Invece di mettere insieme il denaro prima di spenderlo, organizzate le spese comuni dopo che sono avvenute.
Una persona può fare la spesa con la sua carta di credito preferita.
L’altra può pagare la bolletta della luce dal proprio conto.
Entrambi possono comunque vedere esattamente quanto ha contribuito ciascuno e qual è il saldo tra loro.
A fine settimana o a fine mese, regolate soltanto la differenza.
Funziona particolarmente bene per le coppie che condividono molte spese ricorrenti ma vogliono mantenere la propria indipendenza finanziaria.
Confronto tra i quattro approcci
| Organizzazione | Vantaggio principale | Svantaggio principale | Di solito funziona meglio quando |
|---|---|---|---|
| Finanze completamente in comune | Massima semplicità e centralizzazione | Meno indipendenza finanziaria individuale | La coppia considera già comuni gran parte delle entrate e delle spese |
| Conti personali + conto cointestato per la casa | Equilibrio tra indipendenza e centralizzazione | Un conto in più da gestire | Ci sono molte spese di casa prevedibili |
| Conti completamente separati | Massima indipendenza | I costi comuni possono diventare difficili da seguire | La coppia ha relativamente poche spese condivise |
| Conti separati + registrazione condivisa delle spese | Indipendenza senza perdere visibilità | Le spese vanno registrate | La coppia condivide molti costi ma non vuole mettere in comune il denaro |
Nessuno di questi approcci è automaticamente più maturo, responsabile o impegnato degli altri.
Risolvono semplicemente lo stesso problema in modi diversi.
Un conto cointestato può avere più senso se…
Valutate un conto cointestato se vi riconoscete in diverse di queste affermazioni:
- La maggior parte delle vostre entrate è già considerata denaro della famiglia.
- Avete molte spese comuni ricorrenti.
- Entrambi siete a vostro agio nel vedere i movimenti del conto comune.
- Volete che le bollette partano da un unico punto.
- Non vi pesa cambiare una parte delle vostre abitudini bancarie.
- I vostri obiettivi finanziari sono strettamente collegati.
- Preferite mettere da parte il denaro comune prima di spenderlo.
In questa situazione, unire almeno una parte delle finanze può rendere molto più semplice la gestione quotidiana del denaro.
I conti separati possono avere più senso se…
Mantenere conti personali può funzionare meglio se:
- Date valore all’indipendenza finanziaria.
- Ognuno ha già banche e carte che usa volentieri.
- Avete investimenti separati o obiettivi finanziari individuali.
- Volete condividere solo alcune spese.
- Non volete che ogni acquisto personale sia visibile al partner.
- Avete iniziato da poco a condividere le spese.
- Preferite regolare periodicamente il saldo tra voi.
Questo non significa avere meno trasparenza.
Due persone possono mantenere conti separati ed essere del tutto aperte su redditi, debiti, risparmi, obiettivi finanziari e spese di casa.
Trasparenza finanziaria e conto cointestato non sono la stessa cosa.
E se una persona guadagna molto di più?
È una decisione diversa da quella sul tipo di conto che usate.
Aprire un conto cointestato non stabilisce quanto debba contribuire ciascuno.
E nemmeno mantenere conti separati significa che tutto debba essere diviso in parti uguali.
Immaginate che un partner guadagni 3.600 € al mese e l’altro 1.800 €.
Le spese comuni ammontano in totale a 2.700 €.
Con una divisione 50/50, ognuno pagherebbe 1.350 €.
Per il primo partner, è il 37,5% del reddito.
Per il secondo, il 75%.
La coppia potrebbe invece decidere di dividere le spese in proporzione al reddito.
Una persona guadagna circa il 66,7% del reddito familiare e l’altra il 33,3%.
I 2.700 € di spese comuni potrebbero quindi essere divisi in 1.800 € e 900 €.
Questo approccio funziona con qualsiasi delle strutture di conto descritte in questo articolo.
Se la differenza di reddito è la sfida principale della vostra relazione, potete usare anche il calcolatore TakeControl per dividere le spese di coppia in base al reddito per confrontare una divisione 50/50 con un contributo proporzionale.
Provate questo prima di aprire un conto cointestato
Se non siete sicuri, non dovete riorganizzare subito tutta la vostra vita finanziaria.
Fate un esperimento di 30 giorni.
Per un mese:
- Definite chiaramente che cosa conta come spesa comune e che cosa resta personale.
- Decidete come verranno divise le spese comuni.
- Registrate tutto ciò che paga ciascuno.
- Evitate di rimborsarvi continuamente piccole somme.
- A fine mese, guardate il saldo finale e saldate i conti una sola volta.
Poi parlate di come vi siete trovati.
Che cosa è stato fastidioso?
Dover registrare le spese?
Avere un saldo da regolare alla fine?
Il fatto che persone diverse pagassero bollette diverse?
Oppure il sistema ha funzionato perfettamente?
Se la vostra conclusione è:
“Sarebbe molto più semplice se tutte queste spese uscissero dallo stesso fondo comune”,
allora un conto cointestato per la casa potrebbe davvero migliorare la vostra routine.
Se invece la vostra conclusione è:
“Ha funzionato bene, e ci piace continuare a usare le nostre carte e i nostri conti”,
forse non ne avete bisogno.
Il sistema finanziario migliore è quello che riuscite davvero a mantenere nel tempo.
Dove si colloca TakeControl?
TakeControl non è un conto cointestato e non è pensato per sostituirne uno.
Non custodisce né trasferisce il denaro della coppia.
L’idea è diversa: due persone possono mantenere i propri conti e metodi di pagamento e condividere soltanto le spese che scelgono.
Create un gruppo, registrate chi ha pagato ogni acquisto e decidete come dividere la spesa.
Le spese possono essere divise in parti uguali, in percentuale o per importi esatti, e il saldo si aggiorna automaticamente per mostrare chi deve quanto a chi.
Potete anche creare spese ricorrenti, come affitto e abbonamenti, che vengono aggiunte automaticamente a ogni periodo.
Per questo TakeControl è particolarmente utile per le coppie che preferiscono tenere separate le finanze.
C’è però un punto importante da chiarire.
Se mettete già tutto il denaro destinato alle spese comuni in un unico conto cointestato e ogni acquisto per la casa viene pagato direttamente da lì, per quegli acquisti potreste non avere affatto bisogno di un’app per dividere le spese.
E va benissimo così.
È lo strumento che deve adattarsi alla coppia, non il contrario.
Quindi, qual è l’opzione migliore?
La risposta più utile potrebbe essere questa:
Condividete quanto basta per semplificarvi la vita, ma non più di quanto vi serva davvero.
Per alcune coppie, questo significa versare entrambi gli stipendi sullo stesso conto e gestire tutto insieme.
Per altre, significa mantenere due conti personali e un conto cointestato per la casa.
E per molte coppie, può voler dire semplicemente tenere separato il denaro avendo però un unico posto in cui le spese comuni sono organizzate in modo chiaro.
Non esiste un livello di integrazione finanziaria che dimostri che una relazione è più seria di un’altra.
Ciò che conta è che entrambi capiscano il sistema, ritengano l’accordo equo e riescano a parlare di soldi senza basarsi su supposizioni.
La scelta tra conto cointestato e conti separati è solo la parte visibile di questa decisione.
La domanda più importante è:
Come vogliamo organizzare ciò che è mio, ciò che è tuo e ciò che è nostro?
Scarica gratuitamente TakeControl e organizza le spese condivise di coppia.
Domande frequenti
Dipende da come preferite gestire il denaro. Un conto cointestato rende più semplice centralizzare le spese comuni, mentre i conti separati garantiscono maggiore indipendenza finanziaria. Potete anche affiancare ai conti personali un conto cointestato per la casa, oppure tenere le finanze separate e registrare insieme le spese condivise.
Di solito no. Molti istituti permettono a due adulti di aprire un conto cointestato anche senza essere sposati, ma requisiti e regole del conto cambiano da banca a banca e da Paese a Paese. Verificate le condizioni della banca che intendete scegliere.
Ognuno paga le spese normalmente e tiene traccia di ciò che ha pagato. Le spese comuni vengono poi divise secondo la regola concordata dalla coppia, per esempio 50/50 o in proporzione al reddito. Un’app per dividere le spese come TakeControl può calcolare automaticamente il saldo aggiornato.
Sì. Potete mantenere i vostri conti personali e usare un foglio di calcolo o un’app per dividere le spese per registrare soltanto gli acquisti e le bollette che riguardano entrambi.
No. Una coppia può mantenere i conti personali e trasferire sul conto cointestato solo una parte delle entrate, destinata alle spese comuni.
Un’opzione è dividere le spese in proporzione al reddito. Se una persona guadagna il 60% del reddito complessivo della coppia e l’altra il 40%, anche le spese comuni possono essere divise 60/40. Nessuna regola stabilisce che sia sempre più giusto del 50/50, ma questo criterio evita che le spese comuni assorbano una quota molto più alta del reddito di chi guadagna meno.
Può essere utile se avete molte spese ricorrenti prevedibili e volete pagare tutto da un unico punto. Se il vostro obiettivo principale è semplicemente sapere quanto ha pagato ciascuno e regolare periodicamente la differenza, conti separati e una registrazione condivisa delle spese possono ottenere lo stesso risultato con meno struttura bancaria.
Dipende dalla banca, dal tipo di conto e dal Paese. Potrebbe essere necessario spostare il saldo residuo, modificare gli addebiti automatici, gestire un eventuale scoperto o un debito comune e chiudere o trasformare il conto. Se alla relazione sono collegati finanziamenti cointestati, la separazione non elimina necessariamente e subito la responsabilità di ciascuno. Nel Regno Unito, per esempio, le guide ufficiali avvertono che ciascun cointestatario può restare responsabile dello scoperto comune finché non viene saldato. Negli Stati Uniti, anche la titolarità e la sorte dei fondi possono dipendere da come è intestato il conto, dal contratto e dalla legge dello Stato. Per questo conviene conoscere le regole prima di unire somme importanti o assumere debiti insieme.